Sabato 28 e Domenica 29 dalle ore 10:00 alle 19:00

Simone Chiani

Presentazione del poeta

Simone Chiani nato il 18 marzo 1997 a Viterbo, Simone Chiani si laurea in Filologia Moderna nel 2021 con una tesi in letteratura italiana contemporanea, ottenendo il massimo dei voti.

L’esordio letterario avviene con il prosimetro “Evasione” (Sette Città, 2018) dopo la vittoria alla “Giornata mondiale della poesia” nel maggio dello stesso anno. Tale risultato lo fa comparire nell’antologia curata da Alessandro Quasimodo “Poesie per ricordare” (Aletti, 2018).

L’anno successivo riceve una menzione d’onore al “Natale in Rima”.

In seguito partecipa all’antologia di prose “Insieme nell’isola” (Amazon, 2020) dedicata all’emergenza Covid.

Nel 2020 pubblica a Roma “Impronte” (Ensemble).

E’ stato selezionato come scrittore finalista nel 2021 dal Movimento Arcaista.

Lavora come giornalista per più testate e detiene varie rubriche, tra le quali “Le perle della Tuscia”, “Pillole Letterarie” e “Astronomia”. Ha pubblicato diversi articoli come ospite, esperto di letteratura e storia, su un magazine universitario.

È forte promotore della divulgazione del territorio viterbese, attraverso l’arte del giornalismo e attraverso la sua associazione/gruppo “Tu Tuscia”.

 

FRASI TRATTE DALLE RECENSIONI RICEVUTE SU “IMPRONTE”

  • Il poeta propone una riappropriazione del tutto, come? Attraverso una nuova concezione dell’elemento che maggiormente regola, ingabbia, il sentire e il vivere: il tempo. Chiani non rifiuta la relazione con il mondo, e specialmente con l’altro; è esattamente il contrario. Ciò che viene posto in discussione è il meccanismo delle nostre fisiologiche rappresentazioni del reale, così intrappolante nella corsa del tempo che fugge; che contiamo, che subiamo nel senso perenne del cammino come proiettato verso una fine, non verso un futuro che si costruisce in attimi.
  • Il tempo può non essere subito se ogni attimo dell’esistenza viene visto, riconosciuto e incarnato con potenza. Si può creare un tempo “personale”; perché la vita, come il reale, è mutevole e sfuggente. Il rapporto causa-effetto ci invischia in ricerche che si perdono perché tutto ciò che possiamo vedere al di fuori di noi è sempre diverso. L’unitarietà anelata nel livellamento delle contraddizioni è impossibile da trovare, anche solo scorgere. Anzi, le contraddizioni sono ciò che l’artista restituisce all’umanità; non per lanciar dubbio, ma per fa sì che quel dubbio diventi naturale, finanche bellezza.
  • L’Impronta è il simbolo di questi concetti: esse mutano, sono dipendenti dall’azione momentanea che la genera. Il calco, il passo e ciò che è calzato determina una sequela di attimi, vissuti, stasi e movimenti che sono irripetibili; ma coerenti in quella sfuggevolezza che vuole che ogni passo quasi annulli il precedente; non per cancellarlo ma per rinnovare, sempre.
  • Al temine di IMPRONTE, il camminare porta sotto la luna; lì dove mi sento a mio agio, e dove anche il poeta pare trovare una muta risposta che riconcilia.
  • Poesie, impronte e momenti di vita sono un tutt’uno per spingersi verso l’incarnazione delle proprie, uniche, verità.
  • Da quando ho ricevuto questo dono ho letto ogni giorno qualcosa e ogni volta mi veniva comunicato un messaggio di speranza, amore ma anche di dolore. Mi sono ritrovata, attraverso queste righe che lentamente si sono insinuate nel mio cuore lasciando delle “impronte” indelebili.
  • In questi versi ho trovato un poeta più maturo (nonostante la sua giovane età) che riesce a comunicare col cuore anche con chi ha il doppio dei suoi anni.
  • In questi giorni un po’ tristi, c’è bisogno di parole che diano una “scossa”. E queste parole (rif. a Impronte) mi hanno aiutato a pensare di non perdere tempo prezioso con i miei sentimenti negativi, ma di guardarmi attorno e di scoprire l’amore che mi circonda. Non è semplice, perché i pensieri negativi, hanno sempre il sopravvento su un animo tormentato, ma bisogna lottare per trarre il meglio dal nostro tempo.
  • È meglio vivere a pieno con tutte le conseguenze che ne derivano, ma con la consapevolezza che un giorno diremo che abbiamo vissuto la nostra vita non l’abbiamo fatta sfuggire con le preoccupazioni, i rimpianti e le paure.
  • Alcune poesie hanno il potere di dare conforto e positività.
  • Ringrazio sempre Simone Chiani per avermi omaggiato di questa opera.

 

FRASI TRATTE DALLE RECENSIONI RICEVUTE SU “EVASIONE”

  • Ho percepito una voglia di distaccarsi dal mondo moderno, un sentimento insolito per un ragazzo così giovane ma che dimostra la profondità e sensibilità del suo animo che ha bisogno di spazi ambi per vivere bene e sentirsi a suo agio.
  • Le parole usate sanno trasportare il lettore nella magia, nella gioia e nella sofferenza di ciò che lo scrittore ci vuole comunicare.
  • La raccolta è un prosimetro, cioè un insieme di versi e prosa. Accanto alle #poesie scritte da questo giovane poeta troviamo anche i componimenti del nonno dell’autore. Mi è piaciuto molto l’accostamento dei due #scrittori, perché così diversi, ma allo stesso tempo uniti da questo senso di “evasione” dalla vita quotidiana che è presente in entrambi! 

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